Light design: il progetto della luce a servizio della narrazione urbana
Seminario in collaborazione con City Green Light S.r.l e Neri S.p.A.
L’Istituto del Design di Matera ha ospitato un importante seminario dedicato al Light Design, dal titolo “Il progetto della luce a servizio della narrazione urbana”. L’incontro, organizzato nell’ambito del progetto di ricerca sugli spazi narrativi della città di Matera, ha visto la partecipazione di esperti del settore, offrendo un’opportunità unica di confronto su come la luce possa diventare un mezzo espressivo capace di ridefinire l’identità urbana.
L’evento ha coinvolto Cecilia Putignano, ingegnere e direttrice dei servizi tecnici di City Green Light, Patrizia Maesano, architectural lighting designer responsabile dell’illuminazione architetturale per il progetto di Matera, e Cesare Coppedè, architetto e Direttore Marketing di Neri S.p.A.. Tre voci d’eccezione che hanno guidato la platea in un approfondimento teorico e progettuale sul ruolo dell’illuminazione nel migliorare la percezione dello spazio urbano e nel valorizzare il patrimonio culturale.
Light Design: la luce come strumento narrativo e progettuale
Nel corso del seminario è stato evidenziato come l’illuminazione pubblica non sia soltanto una questione tecnica, ma un elemento chiave per la lettura e l’esperienza di una città. Il progetto di illuminazione di Matera, realizzato da City Green Light, ne è un esempio concreto: grazie a un intervento attento e mirato, la città ha acquisito una nuova identità luminosa, capace di rispettare e valorizzare il suo straordinario paesaggio urbano. L’azienda è stata scelta per il progetto in virtù della sua esperienza nel settore e della capacità di integrare soluzioni tecnologiche sostenibili, come descritto nel loro approfondimento sul progetto di Matera.
Light Design: il contributo degli esperti
- Cecilia Putignano ha illustrato l’approccio adottato da City Green Light, sottolineando come l’uso intelligente della luce possa migliorare la sicurezza, l’accessibilità e l’atmosfera degli spazi pubblici.
- Patrizia Maesano ha condiviso l’esperienza diretta nella progettazione dell’illuminazione di Matera, spiegando come il design della luce possa interagire con le peculiarità architettoniche e paesaggistiche della città.
- Cesare Coppedè ha infine analizzato il ruolo delle aziende nel settore dell’illuminazione urbana, presentando le soluzioni innovative di Neri S.p.A. e discutendo le tendenze future del settore.
Light Design: il futuro del design urbano
L’incontro ha offerto una prospettiva chiara sulle sfide e le opportunità del Light Design nel contesto urbano contemporaneo, fornendo agli studenti e ai professionisti presenti strumenti teorici e pratici per affrontare la progettazione della luce in modo consapevole e innovativo. La collaborazione con City Green Light e Neri S.p.A. ha arricchito ulteriormente il dibattito, sottolineando il valore di un approccio interdisciplinare e sostenibile nell’illuminazione degli spazi pubblici.
L’Istituto del Design di Matera continua così il suo impegno nella ricerca e nella formazione, promuovendo eventi che mettono in relazione il design con la città, la tecnologia e il futuro dell’ambiente costruito.
Nell’ambito del progetto di ricerca interno ‘La capacità narrativa degli spazi urbani di Matera’
Progetto “Digital and International Arts through Augmented Reality and Research for Young students (artists) – D.I.A.R.Y.” – CUP H81B24000090006 (Decreto di concessione n. 156 del 13/05/2024) è finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU per la M4C1 – Linea d’investimento 3.4, “Didattica e competenze universitarie avanzate”, sotto-investimento T5 “Partenariati strategici/iniziative per innovare la dimensione internazionale del sistema AFAM” del PNRR
Workshop La fotografia del paesaggio umano
Un racconto visivo della città attraverso lo sguardo degli studenti guidati dal fotografo professionista Pierangelo Laterza
Nell’ambito del progetto di ricerca sull’identità narrativa degli spazi urbani di Matera, gli studenti e le studentesse del terzo anno del corso di laurea dell’Istituto del Design di Matera hanno partecipato al workshop “La fotografia del paesaggio umano” condotto dal fotografo professionista Pierangelo Laterza, specializzato in fotografia di architettura e paesaggio urbano.
Il workshop si è articolato in quattro incontri, ciascuno pensato per accompagnare i partecipanti in un percorso immersivo, teorico e pratico, dedicato all’osservazione e alla restituzione fotografica del paesaggio urbano e umano della città.
Il primo incontro ha avuto carattere introduttivo e teorico: Laterza ha proposto una riflessione sul concetto di “paesaggio umano”, invitando gli studenti a superare la mera documentazione dello spazio architettonico per cogliere la relazione tra luoghi, corpi, gesti e vissuti. La fotografia è diventata così strumento di narrazione, capace di restituire stratificazioni storiche, tracce del quotidiano e suggestioni emotive.
Il secondo appuntamento è stato dedicato a un sopralluogo guidato negli spazi urbani di Matera, scelti in relazione al tema del progetto di ricerca, e a una prima uscita fotografica in cui i partecipanti hanno potuto confrontarsi con il territorio, sperimentando sul campo quanto appreso durante la lezione.
Il terzo incontro ha rappresentato una seconda fase esplorativa, in cui gli studenti hanno affinato lo sguardo e le scelte compositive, con l’obiettivo di costruire una narrazione visiva coerente e personale degli spazi indagati.
Infine, il quarto e ultimo incontro è stato dedicato all’editing e alla selezione degli scatti. Insieme al docente, gli studenti hanno analizzato il materiale prodotto, individuando punti di forza, scelte stilistiche e potenzialità narrative in vista di una futura restituzione pubblica del progetto.
Il workshop ha rappresentato un’occasione preziosa per approfondire il linguaggio fotografico come strumento progettuale e interpretativo dello spazio, sviluppando competenze tecniche, sensibilità estetica e capacità di lettura critica del paesaggio urbano contemporaneo.
La fotografia del paesaggio umano | I progetti individuali
Alessio Dubla, Piazza Cesare Firrao
Cesare Massa, Piazza Marconi
Valeria Palumbo, Vico Fornaci Matera
Victoria Calogero, Castello Tramontano Matera
Valeria Pastore, Castello Tramontano – Matera
Savino Gammone, Piazzettta Spinebianche – Matera
Milena Storsillo, Piazza Cesare Firrao – Matera
Mattia Panzera, Castello Tramontano – Matera
Michele Schiavino, Piazza Cesare Firrao – Matera
Marco Traietta, Giardino del Silenzio – Matera
Luca Giordano, Giardino del Silenzio
Grazia Cirrottola, Quartiere Spine Bianche – Matera
Giorgia Sirimarco, Castello Tramontano – Matera
Gianpaolo Fullone, pressi Via Marconi – Matera
Francesco Maria D Anelli, Spine Bianche – Matera
Emiliana D’Amico, Piazza Cesare Firrao – Matera
Elena Iannielli, pressi Piazza Marconi – Matera
Domenica Colonna, Parchetto Slargo Via Nazionale – Matera
Danilo Di Meo, Piazzetta Spinebianche – Matera
Daniela Abbracciavento, pressi Vico Fornaci – Matera
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Progetto “Digital and International Arts through Augmented Reality and Research for Young students (artists) – D.I.A.R.Y.” – CUP H81B24000090006 (Decreto di concessione n. 156 del 13/05/2024) è finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU per la M4C1 – Linea d’investimento 3.4, “Didattica e competenze universitarie avanzate”, sotto-investimento T5 “Partenariati strategici/iniziative per innovare la dimensione internazionale del sistema AFAM” del PNRR
Tecnologie emergenti per la comunicazione culturale e scientifica
L’Istituto del Design di Matera ha ospitato una prestigiosa Masterclass tenuta dal Dott. Francesco Gabellone, architetto e Senior Technologist presso il CNR Nanotec, dal titolo “Tecnologie emergenti per la comunicazione culturale e scientifica. Soluzioni, metodi e casi di studio”.
L’evento, inserito all’interno del progetto di ricerca sugli spazi narrativi della città di Matera, ha approfondito il ruolo delle nuove tecnologie nella conoscenza, valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale, offrendo uno sguardo sulle innovazioni che stanno trasformando il settore.
La tecnologia come strumento per la narrazione urbana
La Masterclass ha ripercorso l’evoluzione delle tecnologie applicate ai Beni Culturali, a partire dagli anni 2000 fino alle più recenti sperimentazioni in scansione laser, fotogrammetria digitale, intelligenza artificiale e realtà aumentata. Attraverso un’analisi teorica e pratica, il Dott. Gabellone ha illustrato casi di studio rilevanti, tra cui:
- Museo Egizio di Torino, Terme di Diocleziano a Roma e il Museo Virtuale dell’Iraq, esempi di valorizzazione culturale attraverso il digitale;
- Tecniche avanzate di acquisizione e ricostruzione, come il Gaussian Splatting e il Neural Radiance Fields (NERF), rivoluzionarie per la modellazione 3D;
- Comunicazione immersiva con tecnologie VR/AR/XR, che permettono esperienze interattive e multisensoriali;
- Live-guided Tour, una piattaforma innovativa per la visita guidata a distanza, con il caso di studio del Convento do Carmo a Lisbona;
- La narrazione emozionale e la character animation, come nel progetto sulla Battaglia di Canne, che restituisce in chiave digitale eventi e personaggi del passato;
- La ricostruzione filologica di siti archeologici, tra cui Le Mura messapiche di Manduria, Cori e il Tempio della Vittoria ad Himera.
Un viaggio tra tecnologie e casi di studio
Nel corso della Masterclass, è stato esplorato il concetto di spazio narrativo urbano e il modo in cui la realtà aumentata possa ricostruire scenari storici e raccontare il passato delle città attraverso strumenti innovativi. Matera, con il suo straordinario patrimonio, rappresenta un contesto privilegiato per sperimentare queste nuove metodologie, unendo ricerca, tecnologia e storytelling.
L’incontro ha confermato l’importanza dell’interdisciplinarità tra design, tecnologia e patrimonio culturale, fornendo agli studenti e ai professionisti del settore strumenti fondamentali per affrontare le sfide della comunicazione culturale nel XXI secolo.
Con questa iniziativa, l’Istituto del Design di Matera prosegue nel suo impegno nella ricerca e nell’innovazione, contribuendo a formare una nuova generazione di designer e professionisti capaci di coniugare tradizione e avanguardia tecnologica.
Nell’ambito del progetto di ricerca ‘La capacità narrativa degli spazi urbani di Matera’
Progetto “Digital and International Arts through Augmented Reality and Research for Young students (artists) – D.I.A.R.Y.” – CUP H81B24000090006 (Decreto di concessione n. 156 del 13/05/2024) è finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU per la M4C1 – Linea d’investimento 3.4, “Didattica e competenze universitarie avanzate”, sotto-investimento T5 “Partenariati strategici/iniziative per innovare la dimensione internazionale del sistema AFAM” del PNRR
Visita al Giardino del Silenzio Matera
Il Giardino del Silenzio e il progetto Gli Spazi Narrativi di Matera
Il progetto dal tema Gli Spazi Narrativi di Matera che stanno affrontando studenti e studentesse del terzo anno del nostro Istituto è finalizzato alla redazione di un progetto di design mirato alla lettura dell’ambiente urbano ed alla comunicazione degli aspetti culturali di esso attraverso la riqualificazione delle aree oggetto di interesse.
Nella prima fase di sopralluoghi studenti e studentesse hanno visitato il Giardino del Silenzio.
Il Giardino del Silenzio: il luogo
Il Giardino del Silenzio in vico Sant’Agostino nel Sasso Barisano è un luogo di sosta per apprezzare la bellezza dei rioni Sassi e dell’habitat rupestre, per riposarsi dopo una escursione, incontrarsi o per dedicarsi alla lettura di libri propri o di pubblicazioni sul territorio, messe a disposizione gratuitamente dall’Ente Parco della Murgia materana.
Dopo un periodo di abbandono, il luogo è stato restituito ai cittadini dall’Ente Parco Murgia
Il Giardino del Silenzio: i rilievi
L’oasi di verde, contrassegnata da piantumazioni autoctone, è dotata di panche in legno e piccoli percorsi che portano ai punti panoramici sui diversi versanti, degli antichi rioni di tufo e della sottostante gravina. È un luogo emozionale restituito alla fruibilità dei cittadini e dei turisti che vengono a Matera, ormai, in diversi periodi dell’anno. Tocca a tutti rispettare e preservare questo luogo, un’oasi di verde e pace, nel cuore antico della città.
Il progetto Gli Spazi Narrativi di Matera mira, infatti, alla rivalutazione culturale ed alla fruizione di alcuni luoghi e quartieri della città: il Giardino del Silenzio offre la possibilità di rileggere i Sassi non solo come testimonianza storica, ma nel ruolo attivo di luogo della condivisione e di rinnovata vita all’interno della città.
Corso di Design 3
Prof.ssa Laura Maria Barile
Visita quartiere Castello Tramontano
Il castello Tramontano e il progetto Gli Spazi Narrativi di Matera
Il progetto dal tema Gli Spazi Narrativi di Matera che stanno affrontando studenti e studentesse del terzo anno del nostro Istituto è finalizzato alla redazione di un progetto di design mirato alla lettura dell’ambiente urbano ed alla comunicazione degli aspetti culturali di esso attraverso la riqualificazione delle aree oggetto di interesse.
In vista del progetto è stato svolto un sopralluogo presso lo spazio antistante il Castello Tramontano.
Il Castello Tramontano: cenni storici
l castello Tramontano di Matera, in stile aragonese, è costituito da un maschio centrale e da due torri laterali smerlate e dotate di feritoie.
Quasi come una sentinella che scruta e veglia sull’intero territorio, il castello Tramontano di Matera è situato su una collinetta che sovrasta il centro della città.
Il maniero prende il nome dal Conte Giancarlo Tramontano, originario della provincia di Napoli, di umili origini e acceso sostenitore degli aragonesi. Il suo rapporto con la popolazione non fu mai idilliaco al punto da essere assassinato dagli stessi cittadini. Dopo la sua uccisione, nel 1515 da parte di alcuni vassalli ribelli, i lavori del castello non vennero mai portati a termine come è evidente anche dalla sua attuale conformazione.
Proprio questa sua “incompletezza” rende il castello particolarmente suggestivo e location ideale per l’ambientazione di importanti eventi culturali e musicali.
Il Castello Tramontano: rilievi
In occasione della visita studenti e studentesse hanno potuto rapportarsi con la storia del quartiere e quindi della città e cogliere gli aspetti urbani peculiari, già lungimiranti nel progetto originario, ma di fatto ad oggi compiuti solo in parte. Un’ opportunità di studio che permetterà di trovare soluzioni appropriate, attraverso il design, per la migliore condivisione degli spazi comuni, in modo innovativo e creativo.
Corso di Design 3
Prof.ssa Laura Maria Barile
Visita quartiere urbano Spine Bianche
Il castello Tramontano e il progetto Gli Spazi Narrativi di Matera
Il progetto dal tema Gli Spazi Narrativi di Matera che stanno affrontando studenti e studentesse del terzo anno del nostro Istituto è finalizzato alla redazione di un progetto di design mirato alla lettura dell’ambiente urbano ed alla comunicazione degli aspetti culturali di esso attraverso la riqualificazione delle aree oggetto di interesse.
Uno dei primi quartieri urbani presi in esame mediante un sopralluogo è il quartiere Spine Bianche.
Il quartiere Spine Bianche: cenni storici
Il quartiere Spine Bianche a Matera, già oggetto di un appalto concorso, indetto dal Ministero dei LL. PP., vinto da un gruppo eccelso di progettisti guidato dall’arch. Carlo Aymonino nel 1955, fu finalizzato alla realizzazione di un quartiere rispondente al miglioramento della qualità residenziale in alternativa alle condizioni di vita insalubre nelle dimore dei Sassi. Spine Bianche è, infatti, tra gli esempi più significativi dell’architettura sociale realizzata nell’immediato dopoguerra in Italia.
Nel progetto vincitore, vi fu la scelta programmatica iniziale di far continuare le esperienze di organizzazione della comunità materana dei Sassi, con la ricerca di far sopravvivere usanze tipiche, organizzazione e valori sociali, rispetto ai quali magari modellare il costruito. Nella proposta architettonica che conteneva un modello di emancipazione sociale “a tutto tondo”, la prima versione del progetto del gruppo Aymonino individuava uno spazio verde collettivo, sentieri pedonali, corti residenziali. Ogni edificio era al centro di un sistema di circolazione e di distribuzione dello spazio e definiva un rapporto graduale con la città nel passaggio dalle case a tre piani fino a quelle più alte.
Il quartiere Spine Bianche: rilievi
In occasione della visita studenti e studentesse hanno potuto rapportarsi con la storia del quartiere e quindi della città e cogliere gli aspetti urbani peculiari, già lungimiranti nel progetto originario, ma di fatto ad oggi compiuti solo in parte. Un’ opportunità di studio che permetterà di trovare soluzioni appropriate, attraverso il design, per la migliore condivisione degli spazi comuni, in modo innovativo e creativo.
Il progetto mira, infatti, alla rivalutazione culturale ed alla fruizione di questo quartiere, distante solo fisicamente dal nucleo originale dei Sassi ma in stretto rapporto ad esso, essendone l’alternativa, e tale da poter aggiungere un nuovo capitolo alla cultura urbana segnando il passo con l’innovazione sociale che lo ha trasformato.























